Lisio in consolle, in bianco e nero

Luigi Annunziata / Lisio

La mia vita,
in musica.

Dalle cassette della radio alle notti insonni, dalle serate in provincia a un mondo di musica ed eventi. Trent’anni di lavoro, persone e intuizioni, raccontati in venti capitoli.

01 Ottaviano / La radio / La famiglia

Prima di tutto, quel tasto rosso

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La prima consolle della mia vita non aveva due piatti. Era una radio con un tasto rosso. La mia storia comincia a Ottaviano, prima dei locali, prima delle locandine, prima ancora che sapessi dare un nome a quello che volevo diventare. C’era la musica e c’era il bisogno di trattenerla: una canzone passava, finiva, e io volevo poterla ascoltare ancora.

A quattordici anni le mie sorelle mi regalano quella radio. Registrare, mettere in pausa, riavvolgere: gesti piccoli che per me aprono un mondo. Le cassette diventano il posto in cui raccolgo ciò che mi piace. Ancora non sto producendo un disco e non sto preparando una serata, ma comincio a scegliere. È lì che nasce il filo che, senza saperlo, avrei seguito per tutta la vita.

Quando torno con la memoria a quel periodo, vedo anche la mia famiglia. Ha sempre creduto in me. Non soltanto nel ragazzo che si divertiva con la musica: in me, nella possibilità che quella passione avesse un futuro. Il regalo delle mie sorelle è il primo oggetto di questa storia, ma la fiducia che c’è dietro è qualcosa che mi accompagna molto più a lungo.

Gli inizi, tra dischi e consolle
Gli inizi, tra dischi e consolle.

All’inizio non esistono bilanci, programmi o progetti da presentare. Esiste la voglia di provare, di capire come una sequenza di canzoni possa cambiare quello che si sente. La musica entra nelle giornate e prende spazio. A poco a poco smette di essere soltanto qualcosa che ascolto e diventa qualcosa su cui voglio intervenire.

Oggi, dopo trent’anni, posso riconoscere in quel tasto rosso l’inizio di tutto. Allora non vedevo la strada intera. Non sapevo che sarebbe passata da Napoli, da Positano, dalla Costa Smeralda e dalle feste nel mondo. Sapevo soltanto che volevo continuare. Per arrivare al passo successivo, però, una radio non sarebbe più bastata.

Continua · Capitolo 02Imparare con le mani
02 1996 / I LI.SA DJ / La prima festa

Imparare con le mani

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Nel 1996 incontro la consolle attraverso Luigi Iervolino e Saverio Avino, i LI.SA DJ. Li seguo nelle feste private, osservo e comincio a provare con i vinili. La musica che fino a quel momento avevo catturato sulle cassette si trova adesso davanti a me, su un piatto. Posso toccarla, fermarla, farla partire. Quello che prima era ascolto diventa esercizio.

Imparare significa ripetere. Non basta amare una canzone per sapere come inserirla in una serata. Bisogna conoscere il disco, sentire il tempo, capire cosa succede quando lo avvicini a un altro. È un apprendistato fatto di attenzione e tentativi: le mani devono imparare ciò che l’orecchio comincia a intuire.

A sedici anni arriva una prova concreta. Sostituisco i LI.SA DJ a un diciottesimo organizzato su un campetto da calcio. Per la prima volta la responsabilità è mia: devo occuparmi della festa, delle persone, della musica. Il primo compenso è di centomila lire. In quella cifra c’è qualcosa che va oltre il guadagno: qualcuno ha affidato a me una serata e mi ha pagato per farla funzionare.

Lisio, 1998 · Un vinile tra le mani
Lisio, 1998 · Un vinile tra le mani.

La foto del 1998, con le cuffie e un vinile tra le mani, appartiene a questi inizi. Quando la guardo non vedo soltanto un ragazzo più giovane. Vedo una passione che sta prendendo posto nella vita, prima che arrivino tutte le domande sul suo futuro. Il disco è ancora una cosa concreta, da cercare e conoscere; la consolle è il luogo in cui comincio a trovare la mia voce.

Quella prima festa mi dà una soddisfazione enorme, ma non risolve tutto. Anzi, apre una domanda più grande. Se sono capace di farlo, se qualcuno riconosce un valore in quello che faccio, posso davvero costruirci una vita? È una domanda che mi seguirà a lungo, spesso proprio quando intorno a me nessuno sembra considerarla seria.

Continua · Capitolo 03«Faccio il DJ». «E poi?»
03 I dubbi / Le notti insonni / La fiducia

«Faccio il DJ». «E poi?»

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«Che lavoro fai?» «Il DJ.» E subito dopo: «E poi?» Due parole. A volte bastavano quelle per far diventare piccola tutta la fatica che c’era dietro la mia risposta. Come se avessi nominato un passatempo e mancasse ancora la parte importante: il lavoro vero, quello da dire per essere preso sul serio.

È uno degli aspetti più pesanti di quegli anni. Per tanti la musica è un hobby. Il DJ è quello che mette i dischi mentre gli altri si divertono. Da fuori si vede la festa, si sente la musica, si guarda il locale pieno. È più difficile vedere la preparazione, gli investimenti, gli orari, il peso di una serata che deve riuscire e il pensiero di quella che viene dopo.

Io dovevo crescere dentro quel dubbio. Capire se una passione potesse diventare un mestiere e, nello stesso tempo, difenderla da chi aveva già deciso che non lo fosse. Non era sufficiente essere bravo a suonare. Dovevo anche costruire credibilità, dare continuità al lavoro, dimostrare che dietro le cuffie c’era una persona sulla quale si poteva contare.

«Che lavoro fai?» «Il DJ.» E subito dopo: «E poi?»

Ci sono state notti insonni. Alcune erano le notti del lavoro, altre quelle dei pensieri. Le serate finiscono; le domande possono restare. Come si continua? Quanto si può investire? Come si fa a crescere senza sapere se il prossimo periodo sarà abbastanza stabile? Le crisi economiche rendono queste domande ancora più concrete. Un’attività legata al divertimento sente anche il peso delle difficoltà che attraversano le persone e il mercato.

Il sacrificio non ha sempre una scena da raccontare. A volte è il tempo che manca, altre volte è una scelta rinviata, un guadagno da rimettere nel lavoro, la stanchezza che arriva quando per gli altri la festa è già un ricordo. La soddisfazione della sera e l’incertezza del domani possono convivere. È questa la parte che quel «e poi?» non riusciva a vedere.

La mia famiglia, invece, ha continuato a credere in me. Quella fiducia non cancellava le difficoltà, ma mi dava una base da cui ripartire. Quando fuori dovevo spiegare che cosa stavo costruendo, sapere di non doverlo difendere anche davanti alle persone più vicine aveva un valore enorme.

Non ho trovato una risposta definitiva in un giorno. L’ho costruita lavorando. Una festa riuscita, una persona che tornava, una nuova chiamata: piccoli fatti che mettevano insieme qualcosa di più solido. E mentre continuavo a interrogarmi sul futuro, il mio nome cominciava a circolare nella zona vesuviana. Prima sulle bocche delle persone. Poi, sempre più spesso, sulla carta.

Continua · Capitolo 04Il mio nome sui muri
04 La provincia / I Mak P / Le locandine

Il mio nome sui muri

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La zona vesuviana è il primo territorio in cui la mia musica si fa riconoscere. Feste private, Mak P, appuntamenti in cui il nome del DJ comincia a contare. Prima dei social, una serata si annunciava anche con un foglio: il manifesto attaccato, il flyer che passava di mano, la locandina vista entrando in un locale.

Ricordo una zona tempestata di carta con il mio nome. Le locandine erano ovunque, i flyer venivano distribuiti nei locali e nei luoghi di ritrovo. Per me non erano soltanto pubblicità. Erano il segno visibile che ciò su cui stavo lavorando cominciava a uscire dalla consolle e a raggiungere le persone prima ancora dell’inizio della festa.

Ogni nome stampato portava con sé un appuntamento e una responsabilità. Se qualcuno veniva perché aveva già ascoltato Lisio, doveva ritrovare quella voglia di divertirsi. Se arrivava per la prima volta, la serata doveva diventare un motivo per tornare. La reputazione cresceva così, dentro le feste e attraverso il racconto che le persone ne facevano dopo.

Face of Music, nato nel 2001
Face of Music, nato nel 2001.
Alla consolle di Face of Music
Alla consolle di Face of Music.

Non c’era ancora la distanza che oggi si crea tra una pagina e il suo pubblico. Le persone erano vicine: incontrarle di nuovo significava misurarsi con il risultato del proprio lavoro. Si cresceva attraverso quelle relazioni. Per me è stata una scuola di musica e, senza che avessi ancora tutte le parole per dirlo, anche una scuola di organizzazione.

Nel 2001 nasce Face of Music. La strada aperta dalla prima festa comincia ad avere una struttura. Intorno al DJ prende forma il lavoro necessario per preparare un evento e farlo riuscire. Suonare resta il centro, ma mi accorgo sempre più chiaramente che la serata comincia molto prima del primo disco.

Quella provincia non è un capitolo da saltare per arrivare prima ai grandi locali. È il terreno su cui ho costruito il resto. Le locandine con il mio nome, i Mak P, le feste private: lì ho imparato che un pubblico non è un numero scritto alla fine della serata. È un insieme di persone che decide di esserci. Poco dopo, portare quelle persone a ballare sarebbe diventato il punto di una svolta.

Continua · Capitolo 05Napoli e la regola da cambiare
05 Victoria Club / Dalla provincia alla città

Napoli e la regola da cambiare

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Nel 2002, con Marco Capasso, arrivo al Victoria Club di Somma Vesuviana; ne seguo la direzione artistica fino al 2006. Il lavoro continua ad allargarsi e dalla provincia mi muovo verso Napoli. Cambiano i luoghi e cambia la dimensione in cui voglio mettermi alla prova. Porto con me quello che ho imparato nelle feste, ma devo capire come trovare spazio nella città.

In quel passaggio incontro una regola che mi viene presentata quasi come inevitabile: per lavorare devo portare gente. Non basta suonare; devo arrivare con il pubblico. Mi fanno credere che quello sia il prezzo da pagare per avere una consolle e una possibilità.

All’inizio quella richiesta sembra un ostacolo in più. Avevo già dovuto spiegare che il DJ poteva essere un lavoro. Ora, per farlo, mi si chiedeva di costruire anche una parte fondamentale della serata di qualcun altro. La musica restava la ragione per cui ero lì, ma il tavolo della trattativa si spostava sulle persone che potevo coinvolgere.

«Se devo portare gente a te per suonare, allora la serata me la organizzo io!»

È proprio dentro questa contraddizione che arriva la mia prima intuizione imprenditoriale. Se devo essere io a portare le persone, se devo creare la relazione e convincerle a scegliere quella sera, perché fermarmi alla possibilità di suonare? «Se devo portare gente a te per suonare, allora la serata me la organizzo io!»

Detta così sembra una battuta. Per me diventa una decisione. Non mi accontento più di chiedere un posto dentro una serata: comincio a pensare a una serata mia. Con la mia musica, il mio modo di accogliere le persone e la responsabilità del risultato. La stessa richiesta che avrebbe potuto farmi sentire dipendente da un locale diventa il motivo per costruire qualcosa di autonomo.

È un passaggio che cambia il modo in cui guardo il lavoro. Il DJ e l’organizzatore cominciano a camminare insieme. La consolle non perde importanza; entra in un progetto più grande. Per metterlo in piedi, però, un’intuizione non basta. Servono persone che abbiano voglia di provarci quando ancora il successo non c’è e le risate degli altri si sentono benissimo.

Continua · Capitolo 06I quattro dell’Apocalisse
06 Alfonso / Vincenzo / Gianluigi / Claudio

I quattro dell’Apocalisse

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A quel punto molti mi deridono. L’idea di organizzare le mie serate sembra troppo grande, troppo azzardata, o semplicemente qualcosa su cui non vale la pena scommettere. Ma accanto a me ci sono quattro persone: Alfonso Scudieri, Vincenzo Ranieri, Gianluigi Busiello e Claudio Ruggiero. E già dalla nostra prima serata c’è anche Marco Donzelli, con la sua preparazione e la sua conoscenza del mondo dei locali.

Li chiamo, con l’affetto che appartiene a quel ricordo, quattro scappati di casa. I quattro dell’Apocalisse. Il nome tiene insieme l’ironia e lo spirito con cui cominciamo: un gruppo disposto a provarci, mentre intorno non tutti credono che quell’intuizione possa funzionare. Non siamo ancora il risultato di cui parleranno dopo. Siamo le persone che decidono di cominciare prima di avere quel risultato.

Partiamo dalle nostre serate. Voglio un divertimento sano, felice, coinvolgente. La mia musica è happy e commerciale: mi interessa vedere le persone stare bene, riconoscersi in una canzone, condividere una festa. Questa identità non è una fase da nascondere quando il progetto cresce. È la ragione per cui il nostro pubblico sceglie di venire.

Le nostre serate a Napoli
Le nostre serate a Napoli.
Il pubblico che sceglie di tornare
Il pubblico che sceglie di tornare.

Cominciamo a conquistare Napoli nel nostro modo: tavoli, clienti, persone che partecipano e tornano. Le serate diventano appuntamenti nostri. Quello che doveva essere il requisito per farmi suonare — portare gente — si trasforma nella forza di un’organizzazione che ha un proprio pubblico e una propria direzione.

Il colpo di scena non è una frase pronunciata davanti a chi aveva riso. È il risultato. Sempre più persone, serate che funzionano, guadagni che crescono. La risposta arriva nei locali e nel lavoro. Per me è una rivoluzione: le regole che mi erano state spiegate come immutabili smettono di essere l’unica strada possibile.

Vivo quel periodo come un’ascesa continua. Ogni successo rende possibile pensare più in grande, ogni nuova serata porta un’aspettativa maggiore. Finalmente vedo una risposta concreta anche alla domanda che mi aveva accompagnato negli inizi: sì, quel lavoro può esistere. Può produrre valore, sostenere un progetto, diventare un’attività reale.

La soddisfazione economica conta. Dopo i sacrifici e i dubbi, sarebbe finto farla sparire dal racconto. Ma insieme ai guadagni cresce qualcosa che vale altrettanto: l’autonomia. La possibilità di scegliere come fare le serate, di riconoscere il proprio pubblico, di costruire invece di aspettare soltanto una chiamata.

Marco Donzelli è con noi fin dalla prima serata. La sua esperienza accompagna l’entusiasmo con cui iniziamo e la crescita che viene dopo. Non arriva a successo già costruito: fa parte di questa strada dal principio.

Continua · Capitolo 07Marco Donzelli, la forza di chi conosce la notte
07 Un compagno di strada / Orbeat / Nice To Be

Marco Donzelli, la forza di chi conosce la notte

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Marco Donzelli era già al mio fianco alla prima serata con Alfonso, Vincenzo, Gianluigi e Claudio. Quando ricordo quegli inizi, lui è dentro la scena: la nostra voglia di provarci incontra subito una persona preparata, capace di leggere il mondo dei locali e di dare un contributo concreto all’organizzazione.

La mia musica resta happy e commerciale. Con Marco condivido un bel cammino proprio dentro questa identità: un pubblico che vuole divertirsi e serate che devono funzionare. La sua esperienza, maturata anche nel percorso di Orbeat e Nice To Be, è parte della stima che ho per lui.

Mi basta questo per spiegare il suo posto nella mia storia. Era presente quando cominciavamo, prima che arrivassero i risultati. Ha camminato con me nella crescita delle nostre serate, e per me solo una persona così preparata poteva stare al mio fianco.

Mentre Napoli consolida il nostro lavoro, la musica continua ad aprire altre strade. Una di queste mi porta a Positano.

Continua · Capitolo 08La chiamata che allarga l’orizzonte
08 2009 / Peppe Black / Music On The Rocks

La chiamata che allarga l’orizzonte

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Dopo la provincia e Napoli, arriva Positano. Nel 2009 Peppe Black mi chiama a sostituire il resident del Music On The Rocks. Un passaggio che, quando ripenso alla mia storia, riconosco come decisivo. Il lavoro fatto fino a quel momento mi ha portato fin lì; adesso devo dimostrare di poter stare anche dentro quel contesto.

Le chiamate importanti hanno un effetto particolare. Danno soddisfazione, perché qualcuno ha visto qualcosa in te, e nello stesso tempo alzano la responsabilità. La stima che ti porta in un locale deve trovare conferma quando cominci a suonare. È lì, davanti alle persone, che tutto quello che hai imparato diventa concreto.

A Positano porto il mio modo di leggere il pubblico, maturato nelle feste private e nelle serate organizzate a Napoli. Il contesto cambia, ma il lavoro parte ancora da ciò che succede davanti alla consolle. Le persone non conoscono necessariamente la tua storia; incontrano la musica che scegli, il momento in cui la fai partire, l’energia che riesci a costruire.

Per me questo passaggio amplia la strada. La fiducia che avevo cominciato a guadagnare nella zona vesuviana e a Napoli raggiunge un altro luogo. Il percorso continua a mostrarmi che il mestiere esiste davvero e che può portarmi oltre il circuito in cui ho iniziato.

Poi arriva la telefonata di Nello Simioli. La destinazione è il Sottovento Club, in Costa Smeralda. Non posso ancora sapere quanto spazio prenderà quel luogo nella mia vita. So che c’è un’altra consolle da raggiungere e una nuova occasione da meritare. Quella telefonata apre il capitolo lungo dodici anni che segue.

Continua · Capitolo 09Dodici anni, dal tramonto all’ultima canzone
09 Sottovento / Phi Beach / Costa Smeralda

Dodici anni, dal tramonto all’ultima canzone

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In Costa Smeralda divento resident al Sottovento Club e lavoro a stretto contatto con Nello Simioli. Arrivo con l’esperienza costruita fino a quel momento; entro in un mondo che mi chiederà una continuità diversa. Nei dodici anni trascorsi in Costa, la musica attraversa le giornate, gli aperitivi, le spiagge e le notti.

Il Sottovento diventa uno dei luoghi centrali della mia storia. Quattro, otto ore alla consolle ogni sera. Prima, altre sei ore di aperitivo al Phi Beach o su altre spiagge. Raccontati oggi, questi numeri sembrano riassumere una stagione di divertimento. Dentro c’è anche una quantità enorme di lavoro: preparare, ascoltare, scegliere e continuare a dare una direzione alla musica quando le ore diventano tante.

Il tramonto e la notte non chiedono la stessa cosa. La selezione deve seguire le persone e il cambiamento del contesto. L’aperitivo può aprire una giornata che per qualcuno continua al club; per me continua anche nella concentrazione, nella capacità di tenere insieme un percorso lungo e di trovare il momento giusto per cambiare energia.

4–8oreogni sera alla consolle
+6oredi aperitivo, prima della notte

La vita mondana fa parte di quegli anni. Ci sono gli incontri, le feste in barca, i ricordi che adesso tornano attraverso le fotografie. Ma quando riguardo quelle immagini vedo anche il tempo trascorso dietro la consolle. Le cuffie, i dischi, la pista: la parte di questa storia che si ripeteva sera dopo sera e che mi ha formato più di qualsiasi presentazione.

Le notti insonni cambiano significato. Non sono più soltanto il dubbio di un ragazzo che cerca di capire se avrà un lavoro. Sono anche il prezzo di un lavoro che adesso c’è, che cresce e che richiede presenza. La soddisfazione è grande, ma non rende più leggere le ore. Bisogna imparare a sostenere ciò che si è desiderato.

Nello Simioli attraversa questo capitolo e resta una figura importante anche nelle produzioni e nei progetti successivi. Il rapporto costruito nel lavoro diventa parte di un percorso che continua ad allargarsi. La Costa Smeralda mi porta a farmi conoscere anche fuori da quei luoghi, fino agli eventi privati in giro per il mondo.

Le fotografie in barca, con Flo Rida e gli altri ospiti, conservano uno di quei momenti. Sono immagini del mio archivio personale: un incontro, una festa, una pagina del percorso internazionale. Quando le metto accanto alle foto del Sottovento e del Phi Beach, vedo la distanza dalla radio di Ottaviano. La musica ha reso possibile quella distanza.

Eppure non mi basta soltanto scegliere i dischi degli altri. Dopo tante ore a far incontrare le canzoni e le persone, cresce il desiderio di intervenire ancora più a fondo: creare qualcosa che possa essere suonato, ascoltato e ritrovato anche lontano dalla mia consolle. La produzione diventa un’altra parte della stessa ricerca.

L’album della Costa Smeralda

Sottovento Club, Porto Cervo e Phi Beach. Fotografie del mio archivio personale. Apri una foto per sfogliare l’album.

Un ricordo in barca

Un evento privato del mio percorso nel mondo, con Flo Rida. Fotografie del mio archivio personale. Apri una foto per sfogliare l’album.

Continua · Capitolo 10Il giorno in cui il disco è tuo
10 Superstar / Produzioni / Remix / Le radici

Il giorno in cui il disco è tuo

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La consolle mi insegna a riconoscere il momento di una canzone. La produzione mi mette davanti a una responsabilità diversa: quella canzone, adesso, devo costruirla. È un cambio di prospettiva enorme. Si passa dal scegliere una musica che esiste già al dare forma a un’idea che, all’inizio, esiste soltanto nella propria testa.

Produrre un inedito, negli anni in cui comincio questo percorso, significa affrontare una strada impegnativa. Un brano deve essere scritto e arrangiato, registrato o programmato, lavorato nel suono, mixato e preparato per la pubblicazione. Servono tempo, competenze, strumenti e persone con cui confrontarsi. Poi bisogna trovare il modo perché quella musica incontri un’etichetta, una distribuzione, qualcuno disposto ad ascoltarla e a sostenerla.

Non c’è soltanto l’ispirazione. C’è il lavoro su ciò che ancora non funziona, la pazienza di tornare su un’idea, la capacità di accettare che una versione non sia quella giusta. C’è anche il costo di dedicare risorse a qualcosa il cui risultato non è garantito. Per chi ha dovuto conquistare credibilità già come DJ, entrare nella produzione significa aprire una nuova prova.

Lisio DJ – Superstar
Lisio DJ – Superstar.

È una strada che scelgo perché voglio lasciare nella musica anche qualcosa di mio. Con “Superstar” prende forma un percorso che continua tra produzioni e remix. Nel catalogo si ritrovano “La Parranda”, “Music Play” con Simioli e “Found Love”: brani che appartengono a una ricerca cresciuta insieme alle serate e agli incontri.

La soddisfazione di una produzione è diversa da quella di una notte riuscita. La festa ha un luogo, delle persone e un momento preciso. Un disco può proseguire il suo cammino quando tu sei altrove. Può entrare in un’altra selezione, trovare un altro pubblico, tornare in una versione nuova. La tua idea comincia ad avere una vita che non dipende soltanto dalla tua presenza.

Dopo aver prodotto e remixato hit internazionali, sento il bisogno di tornare anche all’Italia e a Napoli attraverso i suoi grandi classici. La strada che mi ha portato fuori mi riporta alle radici. “Tu Si Na Cosa Grande”, con Simioli, nasce dentro questo incontro tra una melodia napoletana e la cultura del club; il Simioli Club Mix trova spazio nella compilation “Buddha Bar Beach 10 Years by Ravin”.

È una soddisfazione che tiene insieme due parti della mia storia: da dove vengo e dove la musica può arrivare. Una canzone legata a Napoli entra in un contesto internazionale. Il percorso non richiede di lasciare indietro le radici per continuare a crescere; mi permette di portarle con me in un’altra forma.

Oggi questo cammino si ascolta nei profili Spotify Lisio e Lisio DJ, che raccolgono diverse parti del catalogo. Dietro quei titoli ci sono idee, lavoro e collaborazioni. Il pubblico incontra il brano finito; io ritrovo anche la strada necessaria per arrivarci, e le persone con cui l’ho condivisa.

Continua · Capitolo 11Le persone dentro la musica
11 Nello Simioli / Relight Orchestra / Gli artisti

Le persone dentro la musica

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Se dovessi raccontare questa storia soltanto attraverso i luoghi, mancherebbe una parte fondamentale. Le persone hanno dato una direzione alle possibilità che incontravo. Alcune mi hanno aiutato a cominciare, altre hanno creduto in un’intuizione; con altre ancora il lavoro si è trasformato in musica pubblicata e in progetti che continuano.

Nello Simioli torna in più capitoli: la Costa Smeralda, le produzioni, gli eventi. È uno di quei rapporti che non restano chiusi nel contesto in cui sono nati. La pratica condivisa alla consolle e il lavoro sulla musica aprono altre occasioni per confrontarsi e costruire.

“La Parranda” racconta anche il lavoro con Relight Orchestra e Mirko Boni. Il catalogo conserva questi incontri, le versioni e le riletture di un brano. La collaborazione chiede di dare spazio a un’altra sensibilità e di capire che cosa può nascere quando un’idea viene lavorata insieme.

La consolle come punto d’incontro
La consolle come punto d’incontro.

Negli eventi questo dialogo prende una forma diversa, immediata. Sax, violino, percussioni, voce: un artista entra nella serata e porta la propria presenza. La consolle deve incontrarla, sostenerla e continuare il percorso dopo l’intervento. L’attenzione si sposta sulla relazione tra ciò che si suona, ciò che accade e quello che il pubblico sta vivendo.

Mi interessa che ogni collaborazione abbia un senso dentro l’esperienza. Una performance può essere bellissima, ma bisogna darle il momento in cui possa arrivare davvero alle persone. Con gli anni imparo a pensare sempre di più a queste relazioni: la musica, gli artisti, la successione dei momenti, il modo in cui una giornata resta nella memoria.

È un’attenzione che mi accompagna anche quando torno al mondo dei matrimoni. Lì ritrovo una regola che sembra già scritta: al DJ spetta l’after. Ancora una volta, proprio dentro un’abitudine del settore, comincio a vedere una possibilità diversa.

Continua · Capitolo 12Perché arrivare soltanto alla fine?
12 Gli after dei matrimoni / L’intuizione / Lisio Eventi

Perché arrivare soltanto alla fine?

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Ai matrimoni avevo suonato negli after. Il posto del DJ era soprattutto quello: il momento del ballo, la festa finale, l’ultima parte della giornata. L’esperienza dei club mi aveva insegnato a sostenere percorsi lunghi, dall’aperitivo alla notte, ma nel wedding il mio intervento arrivava ancora alla fine.

La possibilità di cambiare arriva attraverso la mia amica Sabrina. L’avevo portata a lavorare in Sardegna; in seguito si ritrova a dirigere Villa Posillipo, la struttura con cui collaboriamo ancora oggi. È lei a propormi un matrimonio con il DJ presente per tutta la giornata.

Quell’idea è sua, e voglio che il racconto le riconosca questo posto. Mi apre una porta dentro un mondo che avevo conosciuto soprattutto attraverso l’after. La mia intuizione nasce da quella proposta: trasformare la presenza del DJ in un modo di costruire tutto l’evento, con la consolle come filo musicale dei diversi momenti.

La consolle che accompagna tutta la giornata
La consolle che accompagna tutta la giornata.

Accoglienza, aperitivo, sala, torta, party. In quella giornata vedo la possibilità di dare una continuità alla musica e un’identità a ogni fase. L’esperienza della Sardegna mi accompagna: so quanto possa cambiare l’energia delle persone tra il giorno e la notte e quanto sia importante seguirla senza lasciare vuoti.

Da una proposta concreta comincio così a sviluppare un metodo. La giornata va preparata insieme agli sposi, partendo dai loro gusti, dagli ospiti, dagli ambienti e dai momenti principali. La consolle può accompagnare il percorso; i musicisti possono affiancarla nei passaggi live e portare un’altra voce dentro l’esperienza.

Riconosco anche il legame con l’intuizione delle serate a Napoli. Una possibilità di lavoro diventa l’occasione per pensare più in grande, assumermi una responsabilità più ampia e costruire qualcosa di mio. Questa volta il punto di partenza è la fiducia di Sabrina, dentro Villa Posillipo.

Nel 2021 nasce Lisio Eventi. Il nome raccoglie il lavoro e l’esperienza accumulati fino a quel momento, insieme a questa nuova visione del matrimonio. La collaborazione con Villa Posillipo continua: è parte delle nostre radici nel wedding e di un percorso che da quella prima proposta ha continuato a crescere.

La soddisfazione è vedere la musica accompagnare una giornata intera. Per sostenerla servono anche i mezzi, la preparazione e la struttura tecnica. Da quell’intuizione, il progetto continua a diventare concreto.

Continua · Capitolo 13Quello che la festa non mostra
13 Audio / Luci / Furgoni / Depositi / Scenografie

Quello che la festa non mostra

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Il pubblico vede la serata quando è pronta. La musica parte, le luci sono accese, la consolle è al suo posto. Per me quel momento contiene anche tutto ciò che è successo prima. La preparazione, il trasporto, il montaggio: un lavoro che non sempre entra nelle fotografie, ma senza il quale la festa non comincerebbe.

Da DJ divento titolare di una struttura con il proprio service audio e luci, i furgoni, i depositi e le scenografie. La crescita prende una forma materiale. Ogni attrezzatura occupa spazio, richiede attenzione, va portata e preparata. Il progetto musicale si accompagna a decisioni concrete su come realizzarlo.

Anche qui il sacrificio cambia dimensione. Una cosa è desiderare strumenti migliori, un’altra è investire per averli e assumersi il lavoro che viene con loro. Bisogna pensare al servizio che si vuole offrire e a come sostenerlo. Le soddisfazioni degli anni precedenti diventano la possibilità di costruire; costruire porta nuove responsabilità.

La preparazione dietro ogni serata
La preparazione dietro ogni serata.

I depositi e i furgoni appartengono a questa storia quanto i dischi. Sono i mezzi con cui una visione raggiunge la location. Audio, luci e scenografie permettono di preparare ambienti diversi, di dare una presenza al suono e di trasformare un’idea in qualcosa che le persone possano vivere.

Il mestiere si allarga ancora. Alla preparazione musicale si aggiungono la logistica e la produzione tecnica. Lavorare su un evento significa tenere insieme questi aspetti, scegliere ciò che serve nello spazio e arrivare pronti ai passaggi della giornata. Quando tutto funziona, il pubblico vive il risultato senza dover pensare ai collegamenti o al montaggio.

Per me questa è una forma concreta di credibilità professionale. Le parole contano, ma contano anche i mezzi con cui mantieni ciò che hai promesso. Lisio Eventi cresce attraverso questo rapporto tra la visione e il lavoro necessario per realizzarla.

Usare ogni giorno le attrezzature mi porta però a un’altra domanda: la postazione che mi serve esiste già, oppure posso disegnarla a partire dal mio modo di lavorare? È così che la consolle smette di essere soltanto un luogo in cui suono e diventa anche un oggetto da progettare.

Continua · Capitolo 14Costruire la propria consolle
14 Dai banchi all’audio / Gold Motion / Lisio One

Costruire la propria consolle

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Comincio dai banchi. Il lavoro negli eventi mi fa incontrare esigenze che non riguardano soltanto la musica: lo spazio disponibile, la presenza della postazione, il modo in cui deve entrare in una sala. Progettare una consolle significa partire da ciò che uso e provare a migliorare il rapporto tra la performance e l’ambiente.

La ricerca prosegue nell’audio. Prima i banchi, poi il suono, poi il tentativo di portarli dentro uno stesso progetto. È un percorso che nasce dalla pratica: uso gli strumenti, incontro una necessità, cerco una soluzione e la metto alla prova nel lavoro. Arrivo così ai banchi e ai sistemi audio brevettati da me, per me.

C’è una soddisfazione particolare nel suonare su qualcosa che hai ideato. La forma che il pubblico vede contiene una scelta nata dall’esperienza. La consolle racconta il mio modo di stare negli eventi anche prima che inizi la musica: una presenza che deve avere carattere ed essere utile al lavoro.

Lisio Gold Motion
Lisio Gold Motion.
Lisio One
Lisio One.

Lisio Gold Motion sviluppa la possibilità di muoversi tra gli ambienti della giornata. È una postazione mobile a batteria, progettata e realizzata da me, che integra attrezzatura DJ e audio con componenti Bose e Pioneer. La musica può raggiungere il punto in cui sta accadendo un momento, dall’ingresso all’aperitivo e al party.

Lisio One porta avanti l’idea di una consolle autonoma con i diffusori integrati nel banco. Per le aree secondarie può essere affiancata da diffusori laterali. La postazione e il suono appartengono allo stesso ragionamento: come preparare una presenza musicale che funzioni nello spazio dell’evento.

Lisio One è anche l’inizio di una serie. A breve arriverà Lisio 2; il percorso previsto continuerà attraverso i modelli successivi fino a Lisio 10, che chiuderà questo ciclo di produzione e innovazione.

Dal ragazzo che impara a usare una consolle al professionista che progetta la propria c’è una strada lunga. Non è separata dalle serate, dagli after o dalla produzione. Sono proprio quelle esperienze a farmi capire ciò di cui ho bisogno. E mentre il lavoro tecnico cresce, continua anche una ricerca che nessun banco può risolvere da solo: come parlare alle persone attraverso la musica.

Continua · Capitolo 15Quando la canzone incontra la battuta
15 HELLO / Wine Club / Lisio Comedy

Quando la canzone incontra la battuta

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HELLO, al Wine Club, è uno dei luoghi in cui questa ricerca trova una forma particolare. La serata ideata da Giovanni Caporizzi mi vede alla consolle fin dalle origini. Nel tempo diventa un capitolo centrale del mio lavoro con la cena spettacolo: la tavola, la musica e il pubblico entrano in un’esperienza che può cambiare mentre accade.

Con Lisio Comedy rivesto un doppio ruolo, DJ e comico satirico. L’improvvisazione nasce dalla serata e dalle persone che ho davanti. I clienti diventano parte dello show perché quello che succede può trovare una risposta nella musica e nelle parole.

Ogni frase ha una logica con la canzone. È questo il punto che mi interessa: una battuta deve arrivare dentro il momento giusto, avere un legame con il brano, trovare senso in ciò che stiamo vivendo. Il microfono entra nel percorso musicale e la canzone può diventare la continuazione di ciò che ho appena detto.

HELLO, al Wine Club
HELLO, al Wine Club.
DJ e comico satirico, nello stesso show
DJ e comico satirico, nello stesso show.

L’esperienza fatta leggendo le piste trova qui un’altra espressione. Le reazioni del pubblico diventano parte della serata, e io lavoro dentro quelle reazioni. Non posso pensare allo show come a qualcosa di identico ogni volta, perché le persone e le situazioni cambiano.

Il rapporto con Simone Schettino porta in questo capitolo un incontro a cui tengo. Ha apprezzato il format e tra noi nasce un legame di stima e amicizia. Ci sono novità insieme in preparazione. È una soddisfazione vedere riconosciuto un modo di fare spettacolo sviluppato nella pratica delle serate.

HELLO continua a insegnarmi quanto possa essere forte la relazione tra cena, intrattenimento e musica. È un’esperienza che entra anche nei progetti successivi. Ma prima di pensare a una serata ancora più ampia, torno a una parte della mia storia che non ha mai smesso di richiamarmi: i dischi, e la possibilità di ascoltarli in un modo nuovo.

Continua · Capitolo 16Riaprire i dischi, riaprire le possibilità
16 IA / La Parranda / ’O surdato ’nnammurato

Riaprire i dischi, riaprire le possibilità

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Con l’avvento dell’intelligenza artificiale rimetto mano alle mie produzioni. Ritorno sui brani e sui remix, provo nuove possibilità e porto nel processo creativo strumenti che aprono un’altra fase del lavoro. Il catalogo diventa un posto in cui cercare ancora, anziché soltanto un insieme di titoli già pubblicati.

Tra i brani che riprendo ci sono “La Parranda” e “’O surdato ’nnammurato”. Voglio tirarne fuori versioni sorprendenti, esplorare interpretazioni che mi facciano sentire di nuovo la curiosità dell’inizio. La tecnologia entra in una ricerca che ha già una storia: i dischi prodotti, la pratica della consolle, il rapporto con le melodie napoletane.

Ripensare a quello che serviva per realizzare un inedito negli anni precedenti rende evidente quanto siano cambiati gli strumenti. Rimane però il lavoro della scelta: ascoltare un risultato, capire se ha una direzione, decidere che cosa tenere e su cosa tornare. La possibilità di provare di più apre anche più domande su ciò che voglio davvero condividere.

Una ricerca che continua
Una ricerca che continua.

In questo passaggio riconosco una continuità con la radio. Allora premevo il tasto rosso per intervenire sulla musica che ascoltavo. Poi ho imparato a mescolare dischi, a produrre, a remixare. Oggi posso cercare altre forme dentro il mio stesso lavoro. La curiosità ha attraversato tutti questi mezzi.

Il 30 ottobre 2026 è prevista l’uscita di “’O surdato ’nnammurato” firmata Lisio: un remix del classico immortale elaborato interamente con l’IA e rielaborato con mix e master alla vecchia maniera. A Natale seguirà “E vai e vai” di Mina, in una chiave dance esclusiva con Laura Lanzillo: un progetto interamente suonato e cantato dal vivo. Due strade creative diverse, che continuano la mia ricerca sulla musica.

È una nuova soddisfazione, dopo tante stagioni alla consolle: scoprire di avere ancora voglia di rimettere le mani su ciò che ho fatto. La storia continua perché il mestiere continua a cambiare e io voglio lavorare dentro quel cambiamento. Questa stessa disponibilità a ripensare il lavoro mi porta al progetto che adesso raccoglie l’intera serata sotto una firma.

Continua · Capitolo 17Gigi Squillante e la strada verso Salerno
17 Lisio Eventi Salerno / Un socio / Un nuovo territorio

Gigi Squillante e la strada verso Salerno

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La crescita di Lisio Eventi comincia ad avere anche una geografia più ampia. Dopo Napoli, il percorso si estende a Salerno. Al mio fianco in questa espansione c’è il mio socio Gigi Squillante: una persona con cui condividere la costruzione di Lisio Eventi sul territorio e lo sviluppo delle nuove possibilità.

Gigi entra in questo racconto attraverso il lavoro che facciamo insieme. È il riferimento del progetto a Salerno, dentro una collaborazione che unisce la presenza sul territorio e la visione di Lisio Eventi. Quando parlo dell’espansione, parlo anche di questa relazione: crescere significa trovare qualcuno con cui portare avanti ciò che si vuole costruire.

Il punto di partenza resta la musica, ma il progetto comprende gli eventi, gli artisti, l’audio, le luci e la preparazione dell’esperienza. La strada fatta a Napoli ci dà un patrimonio da portare con noi; Salerno apre un contesto nuovo in cui farlo vivere e svilupparlo insieme.

Con Gigi guardiamo anche ai format e alle occasioni di incontro che possono attraversare la giornata e le stagioni. Il lavoro sul territorio comprende il percorso a Marina di Arechi e le nuove esperienze da costruire: la musica si lega agli spazi e alle persone che li frequentano.

Questa espansione ha un significato particolare per me. Dopo aver dovuto spiegare per tanto tempo che il DJ poteva essere un lavoro, vedo quel lavoro diventare una struttura e una collaborazione capace di crescere in un’altra città. Gigi è parte di questo passaggio, della fiducia necessaria per aprire una nuova strada.

Il suo ruolo torna anche in Made With Love, dove Salerno entra nel progetto delle cene, dello spettacolo e del club. Mentre questa direzione prende forma, il percorso si apre anche verso Sorrento, insieme a una persona che attraversa da tempo la mia storia: Nello Simioli.

Continua · Capitolo 18Sorrento, ancora insieme a Nello
18 Lisio Eventi / Sorrento / Nello Simioli

Sorrento, ancora insieme a Nello

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Nello Simioli torna in questo nuovo capitolo come torna spesso nella mia storia: attraverso un lavoro condiviso che apre un’altra possibilità. La Costa Smeralda, la produzione musicale e gli eventi hanno costruito negli anni un rapporto che oggi accompagna anche lo sviluppo di Lisio Eventi verso Sorrento.

Il legame con la Costiera ha radici nel mio percorso a Positano. Ora si aggiunge una direzione nuova: portare avanti l’espansione a Sorrento insieme a Nello, mettendo in relazione l’esperienza di Lisio Eventi con una collaborazione già cresciuta dentro contesti diversi.

Napoli, Salerno, Sorrento: ogni territorio allarga la storia e chiede attenzione alle proprie persone, ai luoghi e alle occasioni. La visione resta quella che abbiamo costruito nel lavoro: musica, artisti e produzione preparati come parti della stessa esperienza.

Con Nello c’è anche Made With Love. La collaborazione che accompagna lo sviluppo verso Sorrento entra nel progetto della serata completa, dove la cena, lo show e il club devono seguire una direzione comune. Sono strade che si incontrano dentro Lisio Eventi 2.0.

Quando riguardo il percorso, vedo quanto contino i rapporti che sanno continuare a crescere. Le persone con cui condividi una stagione possono diventare compagni di un altro progetto. Con Nello questa continuità arriva fino a ciò che stiamo costruendo adesso.

Continua · Capitolo 19Tutta la serata, fatta con amore
19 Lisio Eventi 2.0 / Made With Love

Tutta la serata, fatta con amore

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Lisio Eventi 2.0 è il nome del capitolo in cui l’esperienza accumulata trova una direzione ancora più ampia. La domanda nasce dallo stesso impulso che mi aveva fatto organizzare le serate a Napoli: quanto dell’esperienza posso ideare e costruire, invece di intervenire soltanto in un momento?

Made With Love esprime questa visione. Dinner, Show & Club Experience. Una serata intera pensata e organizzata da Lisio Eventi, in cui accoglienza, cena, spettacolo e club hanno un percorso comune. “A Lisio Experience” è la firma che tiene insieme il progetto.

L’ospite viene accolto nel welcome, incontra la cena accompagnata dagli interventi artistici, vive un momento speciale e lo show centrale. Poi la sala cambia atmosfera e lascia spazio al DJ set. Nel progetto ogni fase deve preparare la successiva: la ristorazione, gli artisti e la produzione tecnica lavorano dentro il ritmo della stessa serata.

Accoglienza, cena, show e club: un unico percorso
Accoglienza, cena, show e club: un unico percorso.

Il nome Made With Love parla della cura. Ci sono i tavoli e il pubblico, come nelle serate da cui è nato il mio percorso imprenditoriale. Ci sono gli artisti, il suono, le luci e l’organizzazione cresciuti negli anni. Ci sono la cena spettacolo e l’attenzione alla relazione con le persone, maturate anche a HELLO.

Il progetto cresce insieme a Nello Simioli, che è al mio fianco anche nello sviluppo verso Sorrento, e al mio socio Gigi Squillante per Salerno. Napoli, Salerno e la Costiera Sorrentina sono le direzioni in cui questa visione prende forma. Le edizioni potranno avere temi diversi, mantenendo una direzione artistica e una cura riconoscibili.

Made With Love è ancora in sviluppo; gli appuntamenti saranno annunciati quando definiti. È una parte della storia che sto costruendo adesso. Dopo tanti anni, la soddisfazione non arriva soltanto da ciò che ho già fatto: arriva anche dal poter mettere tutto quel lavoro dentro un progetto nuovo.

Quando penso alla richiesta che mi facevano a Napoli — portare persone per poter suonare — e guardo questo progetto, riconosco un filo preciso. L’intuizione di organizzare la mia serata è cresciuta fino alla volontà di curarla per intero. La musica ha continuato ad aprire possibilità. Io ho continuato a cercare il modo di renderle concrete.

Continua · Capitolo 20La prossima pagina
20 Lisio Kids / Una storia che continua

La prossima pagina

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Tra le pagine che devono ancora prendere forma c’è Lisio Kids. È un progetto in preparazione, dedicato al mondo dei bambini e delle famiglie, che aggiunge una nuova direzione al percorso di Lisio Eventi. I suoi contenuti e le sue formule saranno raccontati quando definiti.

Mi piace che una storia iniziata così presto possa continuare a cercare modi diversi di far vivere una festa. Il pubblico cambia e cambiano le occasioni, ma l’attenzione alle persone resta una parte del lavoro che voglio portare con me.

Se torno all’inizio, ritrovo quella radio. Se guardo il cammino, ci sono le notti insonni, le difficoltà economiche, le domande sulla credibilità di un mestiere. Ci sono la mia famiglia che ha creduto in me, i compagni delle prime serate, Marco Donzelli, Nello Simioli, gli artisti e le persone che hanno scelto di esserci.

Una storia che continua
Una storia che continua.

Ci sono anche le soddisfazioni: i locali pieni, i guadagni che rendevano possibile continuare, le produzioni, la Costa Smeralda, le feste nel mondo. Nessuna di queste pagine cancella i sacrifici. Tutte aiutano a capire perché valesse la pena attraversarli.

Per molto tempo alla risposta «faccio il DJ» seguiva «e poi?». Oggi, per raccontare quello che è venuto dopo, mi serve una storia intera. E continuo a scriverla nel modo che conosco: lavorando sulla musica, sulle serate e sulle idee che non voglio lasciare ferme nella mia testa.

ContinuaInterviste e tracce del percorso

Il prossimo momento, insieme

Facciamolo
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Base / NapoliIncontri su appuntamento a San Giuseppe Vesuviano. Un primo confronto può iniziare anche per telefono.